All’Unione europea serve una vera strategia politica e industriale volta a sostenere la nascita e la crescita di piattaforme digitali europee in linea con i valori democratici dell’UE. È questo il contenuto dell’appello intitolato “European social media as trusted platforms for democracy”, firmato da esponenti di spicco del mondo delle piattaforme digitali, dei media, della ricerca sul contrasto alla disinformazione e delle organizzazioni impegnate nello spazio pubblico europeo.
L’appello lanciato il 12 marzo e rivolto alle istituzioni europee indica alcuni punti su cui l’Unione dovrebbe agire per slegarsi dallo strapotere delle grandi piattaforme: la difesa della sovranità digitale europea; l’applicazione rigorosa ma proporzionata delle regole UE; la definizione di standard volontari per le cosiddette Trusted European Platforms; l’individuazione di criteri per stabilire cosa renda una piattaforma realmente “europea” e “affidabile”; e infine una serie di proposte operative, tra cui la creazione di un comitato dedicato, uno studio di fattibilità, un sostegno politico esplicito da parte delle istituzioni europee e iniziative comuni tra media, investitori e attori tecnologici.
Tra i firmatari dell’appello figurano Christophe Leclercq, fondatore di Euractiv e Europe Médialab e promotore del “Club for TEPs”, ma anche Anna Zeiter di W Social, Christos Floros di Monnett, Matthias Pfeffer del Council for European Public Space, Sherif Elsayed-Ali di Eurosky, Clare Melford del Global Disinformation Index, Paul Nemitz del College of Europe e Omri Preiss di Alliance4Europe.
Di seguito l’appello integrale:
La fiducia e la sovranità sono essenziali per il futuro dell’Europa; eppure entrambe si trovano ad affrontare minacce digitali senza precedenti. Le influenze esterne, sempre più forti, mettono ormai direttamente in discussione le nostre democrazie. Di conseguenza, l’Europa deve andare oltre il semplice tentativo di regolamentare le piattaforme esistenti e passare invece al sostegno dello sviluppo di Piattaforme europee affidabili (Trusted European Platforms, TEPs). Ciò significa rafforzare le alternative europee già esistenti rispetto a reti dannose come X/Twitter e TikTok, e costruire nuove piattaforme radicate in infrastrutture e valori europei. Il “Democracy Shield” proposto lo scorso novembre deve andare oltre l’enforcement e i sussidi al fact-checking, e rendere possibile un’innovazione europea capace di rispondere alle esigenze del mercato.
Al vertice informale dell’UE del 12 febbraio, i leader europei hanno discusso della sovranità digitale come di una priorità fondamentale. Attualmente, oligopoli statunitensi e cinesi dominano la maggior parte dei segmenti dei social media. Mentre si preparano al Consiglio europeo formale del 19 e 20 marzo, con richieste rivolte alla Commissione, questo è il momento di trasformare le buone intenzioni in azioni concrete.
Noi, i firmatari, rappresentiamo tre gruppi distinti: nuove piattaforme pure-play, emittenti che si stanno espandendo nei social media e diverse organizzazioni di supporto.
Un quadro politico intelligente
Per costruire un mercato digitale europeo affidabile, sono necessari almeno tre pilastri.
Applicazione intelligente delle regole: le leggi UE, come il DSA (Digital Services Act), il DMA (Digital Market Act), l’EMFA (European Media Freedom Act) e l’AI Act, devono essere applicate con rigore. Gli obblighi devono differenziarsi in base alla dimensione delle piattaforme per proteggere le PMI del settore dei media. Oltre al contenzioso e alle multe, serve una strategia industriale che includa gare d’appalto, campagne di sensibilizzazione e finanziamenti per l’innovazione e per le infrastrutture tecniche.
Soft law per le Piattaforme europee affidabili: l’Europa deve evitare lunghe battaglie legislative. Le Piattaforme europee affidabili possono invece essere definite attraverso standard volontari fondati su proprietà europea, governance e principi di fiducia. Valutatori indipendenti valuterebbero regolarmente le piattaforme etichettate e ne verificherebbero la conformità. L’etichetta di “fiducia” resterebbe aperta anche a piattaforme non europee che aderiscano volontariamente a questi standard.
Finanziamento di mercato: venture capital, media, pubblicità, canone: le piattaforme europee richiedono un modello basato sul mercato con un sostegno pubblico limitato. La pubblicità sui social media in Europa raggiunge i 49 miliardi di euro e cresce di circa il 6% ogni anno. Il mercato è redditizio e oligopolistico, e richiede nuovi concorrenti. Nuove piattaforme affidabili possono conquistare quote di mercato e contribuire a demonetizzare la disinformazione. Le partnership con i media possono includere accordi di partecipazione azionaria e micropagamenti per l’accesso agli articoli. La crescita richiede imprenditori, venture capital e fondi sovrani.
Etichettare le TEP: “Trusted European Platforms”
Le piattaforme europee hanno bisogno di un sistema pubblicitario fondato sulla fiducia per competere con i giganti globali. Un’etichettatura coerente è uno degli strumenti possibili. L’etichetta “Trusted European Platforms” (TEPs) è in fase di co-costruzione attorno a criteri chiari.
Quattro criteri definiscono la dimensione “europea” e impediscono la presenza di falsi attori sovrani, come si è visto nel dibattito sul cloud. Tra questi vi sono la proprietà e la sovranità, la gestione e il controllo basati nell’UE, una reale presenza europea in più lingue e Paesi dell’Unione, e una dimensione credibile della piattaforma. Devono inoltre esistere garanzie per impedire acquisizioni da parte di soggetti extra-UE.
Quattro criteri definiscono invece le piattaforme affidabili, comprese quelle non europee. Le piattaforme devono rispettare il diritto dell’UE e la tutela dei diritti, evitando micro-profilazione, raccolta eccessiva di dati e bot non dichiarati. Devono avere modelli di business trasparenti e sostenibili oppure un finanziamento pubblico. Gli indicatori di fiducia dovrebbero riflettersi negli algoritmi, distinguendosi dalla censura. Sosteniamo un ecosistema digitale europeo in cui le piattaforme possano collaborare e, nella misura più ampia possibile, interoperare a beneficio degli utenti e della società.
Lanciare piattaforme europee affidabili: invito all’azione
L’UE non ha bisogno di un altro “clone di Twitter”. Ha bisogno di piattaforme sostenibili e affidabili che riflettano i nostri valori. Noi, i firmatari, suggeriamo le seguenti azioni.
Istituire un comitato TEPs per definire i criteri di fiducia insieme a media, inserzionisti, settore tecnologico, venture capital, servizi pubblici e decisori politici. Sarà poi creato un organismo indipendente di attribuzione dell’etichetta. Questo replicherebbe, in forma molto più semplice, ciò che fanno le agenzie di rating per le obbligazioni finanziarie.
Sostegno politico: le conclusioni del Consiglio europeo e una relazione del Parlamento sul Democracy Shield potrebbero segnalare l’impegno dei governi e degli eurodeputati a favore di una strategia infrastrutturale per la democrazia, che includa fiducia e radicamento europeo.
Studio di fattibilità: pur avendo tutti noi dei business plan, un’analisi condivisa della prospettiva di mercato e delle risorse necessarie per crescere sarebbe utile.
Eventi e bootcamp: istituire eventi collaborativi — come Eurosky Live e Rebuild — in cui imprenditori, investitori ed esperti dei media co-sviluppino piattaforme europee, coniugando i valori dell’UE con l’innovazione tecnica e l’intelligenza artificiale.
Ricostruire l’ecosistema digitale europeo
L’Europa ha costruito ecosistemi nell’aviazione, nel cinema, nelle telecomunicazioni e nelle tecnologie pulite. Possiamo, e dobbiamo, fare lo stesso per la sfera pubblica digitale. Realtà come Spotify e Mistral mostrano ciò che è possibile. Abbiamo la capacità di fare di più, e il mercato è pronto per Piattaforme europee affidabili.
In quanto piattaforme europee e associazioni di supporto, siamo pronti a guidare questa iniziativa. Ma abbiamo bisogno del vostro sostegno, che siate decisori politici, imprenditori, investitori o cittadini, in modo analogo al sostegno di cui beneficiano le piattaforme americane e cinesi.
Insieme possiamo ricostruire l’ecosistema digitale europeo, modellato sui nostri bisogni e sui nostri valori.
Il futuro della nostra democrazia dipende da questo.
Firmatari concordati al 12 marzo
Anna Zeiter, CEO, W Social
Christos Floros, fondatore di Monnett
Matthias Pfeffer, direttore fondatore, Council for European Public Space, promotore del progetto See.EU
Sherif Elsayed-Ali, co-responsabile, Eurosky
Christophe Leclercq, fondatore di Euractiv e Europe Médialab, promotore del “Club for TEPs”
Johannes Meissener, Dr. Nele Meissner, cofondatori, Wedium
Clare Melford, GDI, Global Disinformation Index (anche nella blacklist statunitense in relazione alla lotta contro la disinformazione)
Paul Nemitz, professore invitato di diritto al College of Europe
Omri Preiss, CEO, Alliance4Europe

